Tra mito e leggenda.

  I Vampiri o Cainiti, come si definiscono essi stessi, esistono da millenni e agli occhi di quei mortali a cui capita di apprendere della loro esistenza sembrano non cambiare mai. In realtà la società dei vampiri è passata attraverso una serie di mutamenti, per quanto su una scala temporale molto più dilatata rispetto a quella degli esseri umani.  La maggior parte delle loro tradizioni, e le origini della loro storia sono contenute in un antico testo noto con il nome di ‘Libro di Nod’. Nessuno, nemmeno tra i più anziani, ha mai visto o udito notizie riguardanti una copia completa del testo, anche se alcuni frammenti sono stati trovati nel corso dei secoli, e tradotti nelle più svariate lingue, per le più diverse ragioni. Molte sono la confusione e le contraddizioni in proposito, e addirittura alcune copie sembrano essere state deliberatamente contraffatte. Possedere o trovare un frammento del Libro di Nod è un tesoro inestimabile per un vampiro, poiché si dice che nel libro stesso siano svelati anche i misteri riguardanti le loro origini e la loro condizione.

Stando al mito, il primo della stirpe vampirica fu Caino, il primo assassino. Per il suo crimine, egli venne maledetto da Dio e di conseguenza trasformato in vampiro. Esiliato dalla sua gente, Caino fu costretto a camminare ai margini della civiltà, temendo il sole e assetato di sangue. Nel corso del suo vagabondare incontrò una potente strega chiamata Lilith, che era stata la prima moglie di Adamo. Ella insegnò a Caino come usare il proprio sangue per ottenere prodigiose magie (effettivamente, alcuni eretici sostengono che sia stata Lilith il primo Vampiro), e molto altro, tra cui come creare altri della sua stirpe. Nonostante all’inizio Caino non avesse intenzione di generare altri simili a lui, con il tempo la solitudine si fece troppo forte, ed egli trascinò altri tre mortali nella maledizione vampirica. I tre a loro volta ne generarono altri 13, e questi mostri voraci si recarono in mezzo alle prime popolazioni del mondo, nutrendosi senza scrupoli e usando i mortali come marionette.

Caino, offeso da tale comportamento, proibì la creazione di altra progenie e, raccogliendo attorno a sé i propri figli e nipoti fondò una grande città, la Prima Città del mondo, in cui mortali e vampiri avrebbero convissuto insieme. Non durò molto. La prole di Caino era costantemente impegnata in piccole lotte e battibecchi per i favori del creatore, ed i mortali tornarono nuovamente ad essere usati come pedine. Come risultato finale la città fu rasa al suolo (alcuni dicono da un cataclisma naturale, altri dalla stregoneria di un vendicativo figlio messo in disparte) e Caino scomparve tra le rovine, e non si seppe più nulla di lui. I tre vampiri della Seconda Generazione vennero assassinati dai propri figli.

I 13 vampiri della Terza Generazione, liberi da ogni restrizione, cominciarono a creare altri come loro.

I 13 capostipiti vennero da allora conosciuti come Antidiluviani e la loro progenie, creata a propria immagine, ereditò i loro specifici poteri così come le peculiari debolezze. E da questo si crearono i Clan.

I Clan si sparsero per il mondo, seminando discordia e miserie. Anche se ogni successiva generazione di vampiri si dimostrava più debole della precedente, il loro numero crebbe grandemente. Ovunque ci fosse una civiltà organizzata di mortali, là i vampiri governavano dall’ombra continuando ad utilizzare i mortali come cibo e schiavi inconsapevoli. La lotta tra vampiro e vampiro, tra Clan e Clan era costante e si inasprì sempre più, cosicché – dalle antiche rivalità della Prima Città – nacque la grande Jyhad, che viene combattuta ancora oggi. I peggiori eccessi si raggiunsero durante il periodo storico conosciuto come Medio Evo: durante questo periodo, molti Vampiri dominavano apertamente i mortali, opprimendo paesani e signori allo spesso modo con la loro morsa tirannica. La popolazione di vampiri raggiunse un numero incredibile, e sembrava che la terra sarebbe appartenuta a loro per sempre. 

Ma anche questa situazione non poteva durare.  Nel medioevo i Figli di Caino, nella loro superbia, cominciarono ad esibire apertamente i loro poteri. I paesani terrorizzati sussurravano di mostri in mezzo a loro – e la Chiesa cominciò ad ascoltare i sussurri. I rapporti di alcuni preti agghiacciati dall’orrore a cui avevano assistito, partorirono un’Inquisizione frenetica, e mortali assetati di vendetta insorsero in un onda di fuoco e sangue. Sebbene individualmente più potenti di qualsiasi mortale, perfino i più forti vampiri non potevano avere la meglio di fronte alla soverchiante superiorità numerica degli umani: vampiro dopo vampiro, vennero stanati dai loro rifugi e trascinati urlanti nel fuoco o alla luce del sole.

Sotto la minaccia dell’Inquisizione, un movimento di rivolta cominciò a percorrere i ranghi dei Figli di Caino. I vampiri più giovani, che venivano usati come agnelli sacrificali dagli anziani terrorizzati, cominciarono a ribellarsi ai loro creatori e signori.  Nell’Europa dell’Est, un gruppo di vampiri scoprì come tagliare il legame mistico attraverso il quale i creatori governavano la propria progenie. Ben presto tutta l’Europa ribollì di una rivolta sotterranea, man mano che i vampiri più giovani si liberavano dal giogo dei loro anziani.

Tra Inquisizione e attacchi dei vampiri ‘anarchici’ pareva che la stirpe vampirica fosse destinata all’estinzione.

Perciò, nel XV° secolo, venne indetto un grande concilio. Sette dei 13 Clan si unirono in un’organizzazione chiamata Camarilla. Col vantaggio dei numeri, la Camarilla eliminò gli anarchici, e convenne di esistere sotto il velo di una grande “Masquerade”.

Mai più i vampiri avrebbero dovuto regnare apertamente, decretarono i lord della Camarilla. I Figli di Caino si sarebbero nascosti agli esseri umani, ed avrebbero celato la loro natura agli occhi delle prede, in modo che nel giro di pochi anni i mortali avrebbero conosciuto i vampiri solo come figure del mito.  Così nacque la Masquerade, e l’Inquisizione gradualmente dimenticò il suo bersaglio originale.

Gli anarchici che non si unirono alla Camarilla si dispersero negli anfratti più desolati, per riemergerne più tardi come la temuta setta del Sabbat. Con la scoperta del Nuovo Mondo e gli albori della scienza, l’umanità si dimenticò gradualmente dei Figli di Caino, relegandoli al ruolo di leggende infantili.

Ma seppur nascosti, i vampiri restavano reali. Le guerre della Jyhad continuarono ad infuriare, anche se le notti di battaglia aperta vennero rimpiazzate da agguati improvvisi e dal manovrare pedine umane. Tessendo le loro trame attraverso le città in espansione, i vampiri sostituirono i loro precedenti giochi di potere con altri più metodici ma non meno mortali. E la guerra continua ancora oggi. 

I grattacieli hanno preso il posto dei castelli, mitragliatrici e furgoni hanno rimpiazzato spade e carri, ma il gioco rimane lo stesso: clan contro clan, Camarilla contro Sabbat, la battaglia vecchia di secoli va avanti.  Un’offesa recata alla corte del Re Sole può avere la sua risposta nella Borsa di New York , le città in continua espansione forniscono possibilità infinite per il nutrimento, la corsa al potere e la guerra. Sempre più i Vampiri parlano di Gehenna, la notte dell’apocalisse da lungo tempo profetizzata, quando i vampiri più antichi, i potenti Antidiluviani, sorgeranno dai loro rifugi nascosti per cibarsi dei vampiri giovani. Preludio alla fine del mondo, la Gehenna consumerà vampiri e mortali assieme. Alcuni lottano per prevenirla, altri la considerano un mito, altri ancora la attendono fatalisti.

Una cosa è certa: se la Gehenna non è un mito, il suo tempo è ormai prossimo.

 

Gli Ultimi Anni in Italia

 Prima della Notte dei Pugnali :

Il Dopoguerra, il Boom economico, gli anni del Terrorismo; gli anni passarono rapidamente mentre i Fratelli ricostruivano il loro potere. Gli scontri continuarono selvaggiamente per anni; la politica aggressiva degli Anarchici permise la liberazione di Bologna ultimata negli anni Settanta con la nomina di Primo del Senato Bolognese del Brujah Ignazio Fioravalli e la conquista di molti Domini Minori soprattutto nella zona del centro Italia, di cui la più celebre è quella avvenuta nell’82 a Viterbo ad opera del Barone Nosferatu Ludovico Speranza.

Intanto, mentre i Clan indipendenti riprendevano le rispettive aree di influenza, la Camarilla organizzava la sua riconquista attraverso movimenti lenti e piani che videro il compimento dopo anni; da Roma, bastione della Torre d’Avorio Italiana, il Principe Antonio Maffei dei Ventrue organizzava sortite volte a piegare ogni influenza del Sabbat e a preparare azioni volte alla liberazione dei Domini Maggiori.

Nel 1957 ci fu la riconquista di Bari, a cui seguì, nel ‘64 quella di Torino.

I Domini Minori intanto vennero ripuliti drasticamente dalle influenze della Spada di Caino e restituiti alla forza della Camarilla.

Nell’84 anche Reggio Calabria fu liberata ed infine, nell’94, dopo il celebre voltafaccia di Giangaleazzo Visconti, anche Milano tornava nelle Mani della Camarilla: fu la rottura del Sabbat, alla Spada non restava più alcun potere tra i Domini Maggiori. Gli anni a seguire videro un fortificarsi del potere acquisito da parte della Camarilla mentre gli Anarchici sembravano interessati soltanto a mantenere i loro territori.

Il Sabbat applicava una strategia apparentemente disorganizzata, legata molto all’utilizzo di piccoli branchi nomadi che non furono mai vere spine nel fianco per i Domini Maggiori.

Per dieci anni sembrò che il Sabbat avesse rinunciato all’Italia.

Notte dei Pugnali :

1 Novembre 2003, la Notte dei Pugnali, una data che nessun Cainita Italiano dimenticherà mai. Il Sabbat che da tanto aveva cessato di essere un problema per la popolazione dei Fratelli si rivelò in tutta la sua forza: obbedendo ad un piano preparato nei minimi dettagli da anni, orde di Sabbat infuriati attaccarono contemporaneamente palazzi di Principi, rifugi di Anziani ritenuti segreti, locali in cui si riunivano gli infanti. Fu un massacro, la notte di Ognissanti verrà ricordata per la coordinazione con cui la Spada di Caino sbaragliò le forze nemiche isolando ogni dominio e conquistandolo. Difficile dire da quanto un simile piano era pronto, i Sabbat conoscevano perfettamente come colpire e, in capo a sole tre notti, avevano attuato la Grande Crociata di Ognissanti che consegnò l’Italia nelle loro mani.

Domini Maggiori, Minori e Avamposti caddero nello stesso istante tra le fiamme e le urla dei Fratelli. Maffei a Roma cadde sotto le zanne dei suoi avversari, Olivio Puttanesca, storico anziano Giovanni che teneva il Protettorato di Palermo fu arso vivo mentre tutta la sua genia veniva annientata, Fioravalli e tutto il Senato Bolognese morirono dopo una resistenza di poche ore fu sbranato da un branco di Teste di Pala appena abbracciate e mandate allo sbaraglio.

Al termine dei tre giorni, del potere della Camarilla e degli Anarchici in Italia restava ben poco. Unici Domini Maggiori nelle mani della Camarilla restavano una Milano assediata dalle forze del Sabbat e una Napoli sempre più isolata. I Giovanni vedevano ampliamente ridimensionata la propria influenza perdendo i territori del Sud Italia mentre i Seguaci di Set piangevano la conquista del Tempio di Crotone.

Difficile dire quale fu la mente strategica che progettò questo piano; secondo alcuni fu lo stesso Cardinale d’Italia, lo Tzimisce Iago il Cieco, secondo altri fu un piano ordito da Vincente Joaquín Jeménez, lo stesso che condusse a morte ultima Maffei e che fu incoronato successivamente Arcivescovo di Roma.

Rinascita

Negli anni a seguire l’Italia sembrò abbandonata la proprio destino: mentre gli Anarchici si barricavano nelle città dell’Aquila e d Viterbo, i Domini della Camarilla rimanevano isolati tentando ognuno di salvare il salvabile. Sembrava che nessuno avesse la forza di opporsi allo strapotere italico della Spada. La stessa Società di Leopold sembrò notevolmente ridimensionata dalle azioni della Spada e dai suoi attacchi, quella che fino a pochi anni prima era un’organizzazione letale ora si riduceva a gruppi legati a iniziative personali e con poca influenza.

Poi, nell’Aprile del 2009 un proclama viene trasmesso in tutti i Domini: la Camarilla ha deciso che è giunto il momento della riscossa e richiama sotto la sua bandiera tutti i Fratelli che vorranno combattere per la Presa di Roma, azione che sarà l’incipit per la riconquista di tutta Italia. Uniti dal nemico comune o desiderosi di spartirsi il bottino di una eventuale vittoria, i Clan Indipendenti non hanno tardato a inviare loro messi e aiuti e addirittura gli Anarchici stanno inviando forze verso Frascati, eletto avamposto della nuova guerra contro Roma.

Il Principato di Milano

Milano ancora resisteva al Sabbat, Milano era ancora una città camarillica, Giangaleazzo Visconti era ancora saldo al potere, nonostante tutti dubitavano della sua lealtà, aveva tradito una volta e poteva rifarlo.
Il principe era sempre sotto stretta osservazione, ogni sua mossa veniva controllata e lui questo lo sapeva.

Ma una cosa non era stata prevista, il nuovo attacco massiccio del Sabbat e soprattutto il fatto che il figlio stesso di Giangaleazzo, Giuseppe divenisse il carnefice del padre, diablerizzando e diventando il nuovo Arcivescovo di Milano.
Per l’ennesima volta la Spada di Caino aveva vinto.

Anni di dominio attendevano il Sabbat, anni in cui il loro predominio era totale, poche ancora le roccaforti della Torre d’Avorio, Roma con il suo principe Augusto Doria Pamphili del Clan dei Re, Firenze con Patrizio De Medici membro anch’egli del clan Ventrue e infine il Principe Luigi Pastori del Clan delle Rose saldo sul suo trono di Torino, protetto dagli Stregoni veri Signori della Mole.

La Spada di Caino cominciò subito ad adattare la città meneghina al loro modo di gestire una città. 
Paura, violenza, egemonia e violazioni della Masquerade erano all’ordine del giorno, tutti i giovani sbandati venivano a Milano da ogni dove per stabilirsi in un porto sicuro, in un luogo dove non ci fossero giochi di poteri e status da mantenere.

La Torre mette in scacco il Re

Iago il grande, Cardinale assoluto d’Italia, forte della sua potenza e del suo quasi totale controllo della penisola italiana cominciò ad essere meno presente, lasciando come suo solito il potere ai molti sabbatici, lui Lealista convinto, cominciò a perdere il suo smalto di conquistatore delle masse, molti oramai pensavano all’Italia come un dominio della Spada di Caino, le tre città ancora nelle mani della Camarilla non potevano secondo lui, essere un problema.

Ma ancora una volta la Camarilla aveva ancora frecce nel suo arco, Giuseppe Visconti infondo era solo un giovane che era diventato forte subito, non aveva né la stoffa né il pugno duro per gestire una città come Milano.

Augusto Doria Pamphili aveva le conoscenze giuste e i modi giusti per dare una mano, soprattutto aveva interesse che il Clan dei Re prendesse potere in un altro luogo, soprattutto una città influente come Milano, la capitale dell’economia italiana.

La Camarilla, infatti che ben conosceva l’importanza strategica di Milano, intervenne in massa con in testa l’Arconte Corrado della Torre, del Clan Ventrue, che giunse nel Principato il 10 Ottobre 2013, per riprendere ciò che un tempo gli fu tolto dai Visconti. L’assedio durò parecchie notti, la guerra si svolgeva sia di giorno con le influenze messe in campo dal Clan dei Re e dai loro alleati che si scontravano con le forze dei crudi Sabbatici, non abituati a questo tipo di attacco, sia di notte dove venivano attaccate tutti i rifugi dei membri della Spada, quasi i membri della Torre d’Avorio sapessero esattamente dove colpire e come colpire per fare più danni possibile.

Il tutto si concluse l'8 Giugno 2014 quando finalmente Milano era di nuovo Camarillica, ma tutto era ancora da ricostruire.

L'Italia Vampirica di Oggi :

Negli anni a seguire l’Italia sembrò abbandonata al proprio destino: mentre gli Anarchici si barricavano nelle città dell’Aquila e di Viterbo, i Domini della Camarilla rimanevano isolati tentando ognuno di salvare il salvabile. Sembrava che nessuno avesse la forza di opporsi allo strapotere italico della Spada. Nell’Aprile del 1999, un proclama viene trasmesso in tutti i Domini: la Camarilla decise che era giunto il momento della riscossa e richiamo' sotto la sua bandiera tutti i Fratelli che volevano combattere per la Presa di Roma, azione che sarebbe diventata l’incipit per la riconquista di tutta Italia.

Uniti dal nemico comune o desiderosi di spartirsi il bottino di una eventuale vittoria, i Clan Indipendenti non hanno tardato a inviare loro messi e aiuti e addirittura gli Anarchici hanno inviato forze verso Frascati, eletto avamposto della nuova guerra contro Roma.

Grazie a questa incredibile unione d'intenti, Roma venne conquistata e Augusto Doria Pamphili ne venne eletto Principe.

Negli anni immediatamente successivi altre citta' riuscirono a sottrarsi alla presa del Sabbat, alcune grazie a personalita' di spicco, altre vennero invece conquistate sul campo, in uno spargimento di sangue destinato a protrarsi nel tempo.

Firenze si ristabili' come protettorato dell'arte e della serenita' italiana, sotto il totale dominio della  famgilia Ventrue dei De' Medici, guidata dall'intramontabile figura dell'Anziano Lorenzo, conosciuto come “il Magnifico”. La citta' opto' per una politica ferrea dopo gli accadimenti del '96 e decise di non accettare nessun vampiro all'interno dei propri territori che non appartenesse ai 7 clan cardine della Camarilla. Gli stessi Gangrel, persino coloro che avevano combattuto al fianco di Lorenzo nella difesa della citta' contro il Sabbat, furono costretti alla terribile pratica della “Marchiatura”, un pegno di fiducia e lealta', una forma di sottomissione ai Clan regnanti della Camarilla.

Torino non tremo' neppure delle ripercussioni del '96. Il Principe Luigi Pastori, un anziano membro del clan Toreador, affido' la difesa della citta' alla cappella Tremere della Mole, punto di riferimento per tutti I Tremere italiani. Il Sabbat non riusci' neppure ad entrare in citta', messo in ginocchio dalla soverchiante magia del teurgo Galliano e dei suoi discepoli.

Napoli fu una delle citta' che meglio riusci' a difendersi dalla follia delle Notti di Fuoco. Il suo Principe, il Malkavian Roderigo Decimo di Borbone, comincio' a preparare le difese della citta' mesi prima dell'arrivo del Sabbat. Alcuni primogeniti, diffidenti delle capacita' mentali sempre piu' tremolanti dell'anziano, volevano preparare una riunione per deporlo ma altri hanno dato fiducia alle visioni del loro principe e lo hanno sostenuto, cominciando a preparare la citta' alla battaglia. Quando il Sabbat arrivo', I dubbi a riguardo della sanita' mentale di Roderigo svanirono e l'intero concilio di Primogeniti non pote' fare altro che inchinarsi di fronte al vampiro che aveva salvato loro la vita. In tempi piu' moderni alcuni dei suoi antichi nemici hanno cominciato a domandarsi se la visione non fosse altro che un montaggio per nascondere verita' molto piu' scomode sul motivo per cui Roderigo era tanto sicuro dell'imprevedibile assalto del Sabbat, ma per ora queste voci rimangono perlopiu' inascoltate.

Reggio Calabria venne riconquistata nel 2002, grazie all'intervento provvidenziale dell'arconte ventrue Gerard Hamilton di Canterbury. L'obiettivo era mettere in sicurezza l'intero stretto di Messina ma gli sforzi della camarilla non risultarono sufficienti a contrastare le continue incursioni dei corsari spagnoli del Sabbat. La citta' venne consegnata in mano al Principe Corradino Manfredi Ruffo, un anziano Ventrue che ricevette il compito di trasformare Reggio Calabria in una roccaforte inespugnabile in modo da non permettere al Sabbat di tagliare definitivamente I ponti con la vicina Sicilia. Ancora oggi la guerra prosegue sia via terra che via mare con il vicino Vescovado di Messina e le sorti sono lungi dall'essere ben definite.

Parma fu senza dubbio una delle citta' che risenti' maggiormente della guerra. Conquistata e persa piu' volte nel corso degli ultimi anni, numerosissimi Principi si sono susseguiti per cercare di mantenere la citta', sempre piu' divisa dai conflitti intestini, sotto controllo. Andrea Padrini, una ancilla del clan Brujah, eletta dal concilio dei Primogeniti come leader “momentaneo” in attesa di un candidato piu' adatto, prese vigorosamente le redini della citta' e la condusse ad uno scontro decisivo, che si tenne nell'estate del 2004, tra le strade e sulle colline circostanti, per settimane prima della decisiva vittoria. Conquistata la citta', dichiaro' un concilio delle Stagioni e costrinse tutti I clan ad eleggere un nuovo portavoce. Mossi dal suo coraggio, molti giovani ed ancille osarono alzare la voce sopra quella dei propri anziani e la citta' si riassesto' assicurando un saldo controllo ad una giovane, illuminata principessa.

Palermo, infine, venne riconquistata nel 2006, dopo che il Sabbat, indebolito dalla perdita di Reggio Calabria ed impegnato a ribattere alle continue incursioni nello stretto di Messina, lascio' leggermente la presa sulla citta'. Un anziano membro del clan Nosferatu, Jacopo da Misilmeri, grazie agli agganci con I numerosi membri del clan Gangrel ed un salato accordo con I Seguaci di Set, guido' un'offensiva atta alla riconquista. I ducti e le alte cariche del Sabbat in citta' vennero assassinate in poche ore dalle ombre, gettando l'organizzazione della Spada nel panico e permettendo una vittoria facile e schiacciante. Palermo e' da allora una citta' aperta, in cui clan solitamente malvisti e mal sopportati dalla Camarilla possono vivere in tranquillita', protetti dalla Pax di questo democratico principe.

I Seguaci di Set guadagnarono la citta' di Agrigento e parte del litorale sud della Sicilia come ringraziamento per I servigi offerti.

Alcune citta' invece non vennero mai riconquistate dalla Camarilla e rimangono tutt'ora sotto il tetro dominio del Sabbat.

Tra queste la piu' importante e' senza dubbio Bologna.

Probabile capitale della setta, la citta' emiliana viene governata dallo stesso Iago il Cieco, il Cardinale delle Italie.

Anche Genova, Trento, Ancona, Bari, Cagliari e Messina sono sotto il controllo della Spada.

Per quanto riguarda I domini minori, alcuni sono in mano a piccoli principati camarillici come Ravenna o Rovigo, alcuni a branchi nomadi del Sabbat come Modena e Livorno ed altri ancora sono governati da giovani baronetti con idee filoanarchiche, come LaSpezia e Lecce.

La maggior parte delle restanti citta', tuttavia, sono in realta' sguarnite, svuotate dai precedenti proprietari, chiamati a difendere le citta' piu' importanti e mai piu' ritornati.